"Fammi Custode"

scritto da Paki Selva
Scritto 11 mesi fa • Pubblicato 11 mesi fa • Revisionato 11 mesi fa
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Questa poesia è un’intima testimonianza del dolore vissuto nella malattia, un dolore silenzioso e pesante che si fa custode del cuore e dello spirito.
- Nota dell'autore Paki Selva

Testo: "Fammi Custode"
di Paki Selva

Fammi custode del mio dolore 

tra silenzi che pesano e fatiche,

a me ripeto, con voce sommessa,

del coraggio antico che mi fu donato.

Fammi custode del mio cuore,

che ascolti il palpito lieve e incerto,

sulle ali fragili della speranza,

che si posa silenziosa e ferma.

Fammi custode di sogni,

dove il pianto si scioglie in silenzio,

e l'anima, greve di ricordi, 

rincorre stelle che non tornano.

Fammi custode del mio spirito,

ché risuoni oltre il freddo silenzio,

eco eterna d’un’anima fiera,

che del dolor fa rondine e canto.

Fammi custode del mio silenzio,

come l'alba che bacia il cielo

senza rumore né lamenti,

ma lieve si stende sul creato.

"Fammi Custode" testo di Paki Selva
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